Dopo anni di Commissariamento, i dati LEA certificati dal Ministero della Salute posizionano la Campania tra le regioni con i 3 semafori verdi.

Le tre dimensioni d’indagine (Ospedale, Territorio e Prevenzione) dimostrano che la Campania raggiunge stabilmente la soglia dell’adempimento, elemento necessario per l’uscita dal Piano di Rientro ministeriale.

Altro parametro certificato dal Ministero dall’Economia e delle Finanze, è che la Regione Campania negli ultimi 10 anni non è mai stata in disavanzo di gestione. Oggi infatti è tra le uniche 6 Regioni d’Italia ad avere segno positivo sui risultati d’esercizio.

Rimane inspiegabile ai più, ma soprattutto ai cittadini campani, avendo più che positivi i due criteri utilizzati dal Governo (LEA e conti a posto) il perdurare dell’istituto del Piano di Rientro che vincola la Regione a sacrifici non più sostenibili e incomprensibili. Eppure sono passati quasi 6 anni dalla fine del Commissariamento. Basti pensare a quanto riportato nell’ultima relazione della fondazione GIMBE, che rappresenta – con i numeri – che in Campania la situazione del personale sanitario è fortemente critica. La regione poteva contare su appena 8,5 unità di personale dipendente del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ogni 1.000 abitanti, un valore ben al di sotto della media nazionale di 11,6. Dato che pone la Campania tra le regioni con il rapporto più basso, a fronte di realtà come la Valle d’Aosta, che registra un valore di 17,4. La spesa pro capite per il personale sanitario in Campania nel 2023 si è attestata a soli 559 euro, rispetto a una media nazionale di 672 euro, confermando un significativo divario rispetto ad altre regioni.

Scontiamo la carenza cronica del personale – anche a causa delle politiche nazionali che non favoriscono l’ingresso dei giovani alla professione (le scuole di specializzazione e il numero chiuso), che si è acuita nell’ultimo periodo non solo per gli Ospedali ma anche per la medicina generale e per la continuità assistenziale. Si pensi solo alle sedi della ex guardia medica: la ASL Salerno dispone di 377 postazioni da assegnare a medici di continuità assistenziale. Più della metà (194 ad oggi) vanno deserte nonostante le continue procedure per l’assegnazione. E la criticità si allarga anche ai medici di medicina generale.

Nonostante le difficoltà, nello specifico, solo la ASL Salerno ha accelerato sulle assunzioni: solo nell’ultimo periodo sono state quasi 2.000 i professionisti assunti. Sono stati banditi concorsi “storici” che verranno espletati tra poco per 200 infermieri e 200 OSS, che andranno a rinnovare la dotazione organica e daranno fiato alle attività.

Con il nuovo Atto Aziendale dell’ASL (approvato dalla Regione Campania nel 2024) sono stati completati 47 concorsi di Struttura Complessa e 20 sono in fase d’espletamento. Si è data solidità operativa, punti di riferimento certi per i professionisti aziendali e per rendere attrattivi i reparti per i giovani professionisti.

Solo nel DEA Nocera/Pagani/Scafati per l’anno passato sono stati circa 150 gli assunti per i profili sanitari e assistenziali.

Sull’assistenza territoriale, gli investimenti del PNRR e quelli con fondi regionali procedono spediti. I progetti delle Case della Comunità e degli Ospedali della Comunità sono in fase di realizzazione, per portare la sanità e l’assistenza sociosanitaria più vicina ai cittadini della provincia di Salerno. Questa misura è destinata a rafforzare le prestazioni erogate sul territorio grazie al potenziamento e alla creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), al potenziamento dell’assistenza domiciliare, allo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi socio-sanitari.

La conclusione della loro realizzazione è prevista per il 2026. Ad oggi, l’ASL Salerno sta rispettando il cronoprogramma per la loro realizzazione, sia per le Strutture da ristrutturare che per quelle di nuova costruzione.

Sull’Assistenza Domiciliare Integrata si è raggiunto il target nazionale. Le ASL regionali assistono il 10% degli over65 assistiti a casa, e l’ASL Salerno è quella che fa registrare le performance migliori.

Per l’ASL Salerno, il PNRR e gli atti di programmazione della Regione Campania hanno previsto una specifica misura d’intervento per la salute, la Missione 6, che destina un finanziamento sulla M6C1 – “Componente 1: potenziamento e realizzazione di strutture territoriali supportate da una rete di prossimità e dallo sviluppo della telemedicina”.

Il nuovo Atto Aziendale della ASL Salerno, previste dal CIS, sono:

  • n. 8 Ospedali della Comunità
  • n. 33 Casa della Comunità
  • n. 13 Centrali Operative Territoriali (COT)

A queste si aggiungono le Strutture già programmate con i fondi dell’ex. Art 20 e che sono stati realizzati (Roccadaspide e Sant’Arsenio per gli ospedali di comunità).

Sulle aree interne si sta lavorando ad un modello tutto salernitano e campano, quello dell’assistenza di prossimità tramite le Botteghe della Comunità. Partite già nel Cilento Interno, le Botteghe saranno realizzate anche nelle altre aree interne della provincia di Salerno.

Gli interventi e i programmi della Sanità Regionale per l’Agro Nocerino-Sarnese

Scarica la sintesi presentata al Centro di Aggregazione Giovanile di Nocera Inferiore il 17 gennaio 2025.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel frattempo in Regione Campania, abbiamo potenziato il sistema dell’assistenza sanitaria alla persona, con le leggi sullo psicologo di base (L.R. 35/2020), sul sociologo del territorio (L.R. 16/2023) e sulla psicologia scolastica (L.R. 17/2023) che vedono la Regione Campania pioniera in Italia, applicando questi nuovi istituti anche in favore dei detenuti.

Abbiamo attivato il percorso normativo e legislativo per dare la possibilità ai senza fissa dimora, privi di residenza stabile, di usufruire del medico di base.

Prosegue l’impegno della Regione Campania sull’edilizia ospedaliera, per la realizzazione di nuovi ospedali e per il potenziamento e il riammodernamento di quelli esistenti, ma anche sui presidi di medicina territorialeCase e Ospedali di Comunità, fino alle “botteghe di comunità”. Seguiamo un modello di “sanità di prossimità” per ridurre gli accessi ai pronto soccorso e garantire, ad un tempo, il diritto alla salute a tutti i cittadini, anche residenti in aree interne e periferiche, erogando servizi infermieristici e prestazioni specialistiche, anche in telemedicina, in collaborazione con la medicina di base e le farmacie del territorio.

Abbiamo avviato iniziative importanti per i pazienti autistici, nei percorsi di riabilitazione e a sostegno delle famiglie e delle associazioni. Abbiamo inaugurato a Bracigliano il primo Centro pubblico per l’Autismo dell’Asl Salerno.

Abbiamo rifinanziato il Fondo “Ceinge” per lo Studio malattia neoplastica (L.R. 38/2020) e confermato il sostegno pazienti affetti da alopecia in seguito a chemioterapia (L. R. 16/2021)

Siamo altresì impegnati, al fianco dei sindacati, nel contrasto al Dumping contrattuale nella riabilitazione privata

Anagrafe canina (L.R. 24/2023): abbiamo sospeso le sanzioni relative all’obbligo di registrazione all’anagrafe canina, per definire la tracciabilità, in considerazione dei chiarimenti sull’applicabilità richiesti da volontari e associazioni. Abbiamo avviato un confronto con le parti interessate, per definire regole condivise, nell’esclusivo interesse degli animali e dei loro proprietari, nell’ambito delle normative regionali, nazionali ed europee.